Se vuoi gettarti in pasto a tutta la Rete ti basta modificare poche voci sulla privacy che rendono pubbliche qualunque cosa di te, come accaduto ai 1,2 miliardi di utenti che hanno già un profilo sul social network, e sono partiti da una situazione iniziale completamente pubblica a loro insaputa.

Il vento sta cambiando perché agli utenti sta passando la sbornia da condivisione. Piano piano si stanno rendendo conto di interessi commerciali, rischi e limiti della Rete. Non perché Internet in sé sia pericolosa o problematica ma perché come qualsiasi strumento, tanto più se ha un potenziale di diffusione di tali proporzioni, va utilizzato in modo consapevole.
Chi gestisce i nostri i dati ? Come lo fa? Come ci si può proteggere da investigazioni a tappeto come quella della Nsa? Come si possono tutelare le proprie comunicazioni? Tutte domande a cui bisogna imparare a rispondere.

E non basta sostituire Whatsapp con Snapchat, che con l’autodistruzione dei messaggi promette maggior controllo dei propri scambi.
Facebook e simili continueranno a fare parte della nostra vita. E lo faranno con soluzioni sempre più spinte, come la nuova funzionalità di ascolto dell’ambiente circostante o Nearby Friend, che ci avviserà degli amici che si stanno avvicinando.


Da questo vademecum ecco 10 regole che devono essere le basi di un buon uso consapevole dei media digitali.

  1. Ricorda che non esiste, e non è mai esistita, una separazione fra la vita offline e quella online. Quello che pubblichi in Rete può avere un effetto immediato o ritardato nel tempo sul tuo quotidiano e suoi tuoi rapporti personali.
  2. Internet non è il Far west. Nonostante i politici propongano leggi ad hoc, la Rete è un luogo dove vigono le stesse regole di civile convivenza e di tutela dalla diffamazione. Una discriminante è la sede della piattaforma che si sta utilizzando: se è in Europa deve rispettare le leggi comunitarie ed è sotto l’egida del Garante per la privacy. Anche con i portali più importanti con sede negli Stati Uniti, a partire da Facebook e Twitter, la Polizia postale italiana ha contatti diretti e consolidati.
  3. L’anonimato non esiste. Come detto al punto 2, la sensazione che tutto sia permesso è solo tale. Risalire a chi ha commesso un illecito anche sotto falsa identità è possibile nella maggior parte dei casi.
  4. Quasi tutto è per sempre. Una volta inserito un dato, un’informazione o un contenuto bisogna considerarlo come scolpito nel marmo. Da considerare anche che quando ci si iscrive a molti dei servizi che utilizziamo quotidianamente si cede loro la licenza di utilizzo senza limiti di tempo di foto ed esternazioni.
  5. La privacy altrui è un aspetto da non sottovalutare. Quando esibisci con orgoglio la foto della sera prima ricorda che l’amico o l’amica che hai ‘taggato’ al tuo fianco potrebbe non esserne altrettanto contento.
  6. Attenzione ai falsi profili: lo scherzetto delle identità rubate è abbastanza comune, e non solo fra i Vip. Basta una foto, il nome e qualche informazione su una persona per creare un profilo apparentemente veritiero.
  7. Applicazioni come Snapchat e Telegram promettono la distruzione praticamente istantanea del contenuto appena inviato. E così effettivamente funzionano, ma prima di mandare a qualcuno che non si conosce bene foto o video espliciti conviene fare le stesse valutazioni che si fanno per le piattaforme normali. Come si suol dire, fidarsi è bene…
  8. Ricorda che non sempre la disattivazione dei profili coincide con la cancellazione degli stessi e con la conseguente eliminazione di quello che hai pubblicato negli anni.
  9. Niente, o quasi, è gratis. Bisogna accettare in modo consapevole il fatto che quando ci iscriviamo a piattaforme gratuite paghiamo il conto con informazioni sui nostri gusti e abitudini, materiale ghiottissimo per gli investitori pubblicitari.
    E motivo per cui dopo aver cercato un volo per Londra su Google troviamo su Facebook la pubblicità di un hotel nella stessa città.
  10. Usa password diverse per siti diversi. Il motivo è semplice: si evita l’antipatico effetto domino nel caso in cui una delle password venga sottratta. Un occhio di riguardo, anzi due, in particolare per gli accessi ai siti di home banking.

Se ti è piaciuto questo articolo e desideri approfondire uno o più di questi punti non esitare a scrivermi oppure compila il modulo quì sotto e inizia anche tu il percorso di ‘Alfabetizzazione Digitale – Social Start 2018’ che ho preparato per te!

Lascia un tuo commento sull'argomento

avatar
500

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

  Subscribe  
Avvisami dei
TI E' PIACIUTO L'ARTICOLO?
Acconsento che i miei dati (email, nome) vengano trattati da MailChimp ( Maggiori informazioni )
Unisciti alla mia community e ricevi regolarmente aggiornamenti gratuiti su questo argomento. E' disponibile subito un bonus e una guida gratuita per te!
Informativa. I tuoi dati non saranno ceduti o condivisi con altri. La tua email sarà utilizzata esclusivamente da me per inviarti eventuali aggiornamenti.