Giochi su smartphone, un far west senza regole.
Così titolava un importante testata giornalistica a proposito di famose ‘app’ che tengono inchiodati al proprio smartphone i nostri preadolescenti.
Quanto né sappiamo di questi giochi?  Quanto è informato il genitore ma sopratutto chi né trae vantaggio?

Se volessimo fare un quadro generale della situazione per descrivere contro cosa le famiglie devono combattere potremmo esprimerci in questo modo:
famiglie impoverite; crollo del rendimento scolastico; problemi di socializzazione e infine come in un film horror il reale rischio di finire in una rete di pedofili”.

Sono solo alcuni dei danni che stanno subendo ragazzini in età preadolescenziale, vero ‘tecnodipendenti’ dei giochi come Clash Royal e Clash of Clans per citare quelli più famosi. Queste app per mobile sono state studiate appositamente per tenere incollati i giovani utenti al gioco con sfide sempre più impossibili, fino a quando l’utente non è costretto a fare una scelta: abbandonare definitivamente il gioco oppure cominciare a ‘comprare‘ degli aiutini.

Secondo voi cosa sceglierà la maggior parte dei ragazzini?

Ad un certo punto del gioco hai sempre più bisogno di ‘bauli magici’ e ‘carte leggendarie’ (caratteristica del gioco clash royal) per poter ottenere forza e sfidare gli avversari. Peccato che, man mano che si va avanti nel game ‘alcune’ carte si possono ottenere solo se le acquisti con soldi veri, e quì scatta spesso da parte dei giovani la voglia irresistibile d comprare e dato che non hanno soldi li ‘rubano’ ai genitori spesso addebitando gli acquisti direttamente dal credito dello smartphone dei propri genitori.

Ma quanto vi sto’ raccontando non è la parte peggiore della storia. Come forse alcuni di voi sanno, in questo gioco ci sono delle chat attraverso le quali i gamer possono comunicare. Purtroppo negli ultimi anni ci sono state varie segnalazioni che fanno sospettare che i pedofili, avendo capito che queste chat sono terreno fertile, si stanno dando da fare per entrare in questi ambienti ‘nuovi’ spacciandosi per gamer e avvicinandosi piano piano a giovani indifesi.
La piattaforma di questi giochi pare che ormai sia divenuta un luogo in cui i predatori insidiano i giovani adescandoli nelle loro trappole.
Purtroppo ci sono stati casi, e non solo in Italia, che giovani preadolescenti, presi con le prime esplorazioni della propria sessualità, sono stati adescati da questi ‘predatori’ con i quali poi hanno cominciato a scambiarsi foto e video sessualmente espliciti. Tutto questo ha avuto inizio grazie ad un’apparente e innocua chat.

Oggi si può assistere ad una vera e propria dipendenza da questo gioco. A differenza della dipendenza dal gioco d’azzardo che tende a far spendere soldi per ottenerne molti di più, nella ‘tecnodipendenza’ lo spendere è legato al forte desiderio di migliorare la propria posizione all’interno del gioco.

“Questa dipendenza può portare i ragazzi ad isolarsi progressivamente, trascorrendo una vita parallela a quella reale e sviluppando una forma di disfunzione dei rapporti interpersonali.
“I giovani hanno una personalità in evoluzione, che va tutelata e i danni di queste pratiche sono evidenti sulla loro crescita perché portano ad una deviazione nella vita privata, anche tra pari“…

I problemi che sorgono in un contesto del genere sono dovuti, almeno in Italia, dal un lato ad un controllo serio da parte delle istituzioni ma dall’altro una forma di conoscenza o ‘alfabetizzazione’ da parte dei genitori, i veri pilastri di questo scenario.
Quindi se da una parte ci vogliono norme che regolino in modo chiaro sia i produttori ma anche le grandi società che mettono in vendita sui loro store questi giochi, dal’altra le famiglie devono svolgere un ruolo di primaria importanza.

I genitori devono conoscere il mondo nel quale entrano i loro ragazzi, non tanto per controllarli, ma per essere pronti, qualora ricevano una loro richiesta di aiuto (questo implica anche essere in grado di capire anche deboli segnali di aiuto).

Il tema dell’uso del denaro online è spesso sottovalutato dalle famiglie. Spesso i genitori non percepiscono i rischi reali degli strumenti che forniscono ai loro figli.

Se dai il cellulare a un preadolescente, e le statistiche ci dicono che in Italia i ragazzi ricevono il primo smartphone a 11 anni, devi sapere che con quello strumento il ragazzo potrà fare acquisti online tramite il credito del cellulare; ogni volta che carichi una tessera telefonica prepagata, devi essere cosciente che il minore potrà utilizzare quel credito in un modo che tu genitore potresti non sapere mai.

Credo sia importante in questo caso l’esempio che un genitore può dare al proprio figlio. Se vogliamo dare delle regole nell’uso dei dispositivi mobili dobbiamo essere noi per primi, come genitori, a rispettarle altrimenti non avremo nessun successo.

In un mondo che si evolve sempre più velocemente, i genitori devono fare ogni sforzo per non rimanere tagliati fuori e lontani dalla realtà in cui vivono i loro figli. Se questo dovesse accadere ci si potrebbe trovare di fronte a situazioni come quelle raccontante al’inizio di questo articolo ma sopratutto ci si troverebbe nella posizione di aver fallito come genitore.

Lascia una risposta

Avvisami dei
avatar
500
wpDiscuz
TI E' PIACIUTO L'ARTICOLO?
Unisciti alla mia community e ricevi regolarmente aggiornamenti gratuiti su questo argomento. E' disponibile subito un bonus e una guida gratuita per te!
Niente paura. I tuoi dati non saranno ceduti o condivisi con altri. La tua email sarà utilizzata esclusivamente da me per inviarti eventuali aggiornamenti.
Powered by Optin Forms